Visualizzazione post con etichetta diritti del lavoro. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta diritti del lavoro. Mostra tutti i post

Il tonfo del Tpl milanese (spoiler: c'è una soluzione)

A Milano il trasporto pubblico di superficie, penalizzato per anni, è ora arrivato al suo collasso.

Linee tagliate, frequenze diradate, attese infinite, è questa la situazione che gli utenti dei tram e bus di Milano stanno vivendo, per stessa ammissione di Atm e Comune.

Mancano 400 autisti e conducenti per sostenere la normale gestione del trasposto pubblico locale (TPL) di Milano.

Com'è possibile che in una città così "smart ed europea" come Milano si sia giunti a questo punto?

Cominciamo a dire che negli ultimi 30 anni ogni grande investimento è stato dedicato solo alla costruzione di nuove metropolitane, anche quando non erano giustificate al 100% da un punto di vista trasportistico ma casomai da quello elettorale per le giunte che se le appuntavano all'occhiello, e da una concezione della città portata avanti anche dalle giunte Sala che prevedono una costante "Valorizzazione" della città, che più semplicemente significa rendere Milano un buon affare per i grandi investitori privati.

Cosa ha significato questo? Ha significato, per esempio, che in una città che vede ormai una quantità impressionante di gente che dorme per strada si costruisce tantissimo, ma esclusivamente case di lusso per ricchi.

Significa inoltre che i lavoratori di cui Atm ha bisogno per gestire il suo servizio, il cui stipendio di ingresso si aggira fra i 1300 e i 1400 euro mensili, non possono permettersi più di affittare una casa a Milano e si trovano a preferire altri lidi per cercar lavoro (e questo problema si sta estendendo anche ad altri settori professionali).

Ci sono rappresentanti sindacali dei lavoratori Atm che chiedono da anni aumenti di stipendio per i tranvieri meneghini, a cui è sempre stato risposto picche.

Ora la situazione è diventata inaccettabile anche per gli utenti del Tpl milanese costretti, come dicevamo all'inizio, a sopportare disservizi inaccettabili, portandone molti a preferire l'uso dell'automobile aggravando in questo modo ancora di più la congestione del traffico, dei mezzi e la qualità ambientale della città.

Atm nelle sue ultime comunicazioni ha dichiarato che sta lavorando per risolvere il problema dei conducenti mancanti e che il problema inizierà a risolversi verso la fine del 2025...

Detto tutto questo ci sarebbe una soluzione quasi immediata e alla portata di Atm e Comune.
Qual'è?
Beh, fare quello che non è stato fatto prima e che questo sito (e tanti altri) propone da più di 10 anni (e che nel resto del mondo esiste quasi ovunque):

Corsie protette e semafori asserviti (e poco altro) porterebbero a velocizzare e rendere molto più puntuale il tpl di superficie.
Questi provvedimenti, assolutamente fattibili sia dal punto di vista tecnico che economico, potrebbero migliorare moltissimo la situazione e fra l'altro dare la possibilità di potenziare in futuro ancora di più il servizio di trasporto pubblico e tutta la mobilità cittadina.

Ma il Comune (che è il proprietario di Atm) e Atm perché non ci sentono?

A voi la risposta.

Video della protesta indetta sotto Palazzo Marino dal sindacato Al-Cobas:




Milano, 2.11.2024




L'arroganza del potere

 

Quanto vale una dichiarazione così?

Ve lo diciamo noi: 220.000 euro all'anno, che è lo stipendio del signore in foto, direttore generale di Atm.

E sapete quanto è più o meno lo stipendio di ingresso di un lavoratore Atm? 1400 euro al mese.

La direzione Atm si permette di parlare in questi termini dei suoi lavoratori per scaricare le proprie responsabilità e quelle del Comune di Milano (che ne è il proprietario) ma, come documentiamo nel dettaglio in questo sito da ormai più di 10 anni, non ha mai attuato una politica che possa dare un vero vantaggio al trasporto pubblico a Milano, con una rete tranviaria capillare ma penalizzata da una gestione risalente agli anni '50.

Quante risorse in più e benefici per la città darebbe un tpl veramente all'altezza dei tempi, gestito in forma moderna come accade in molte altre città europee e non?

Non è che qui quel qualcuno a cui non piace fare il suo lavoro si trova ai piani alti invece che fra le maestranze?


Milano, 30.7.24



Atm: L'arte di girare la frittata

 A Milano ci sono un sacco di eccellenze. 

Per esempio la sanità, che abbiamo visto come ha retto bene al Covid dopo anni di smantellamento del servizio pubblico.

Un'altra eccellenza di Milano è il trasporto pubblico. Se lo paragoniamo al resto d'Italia, ma se lo paragoniamo al resto d'Europa il discorso cambia e molto.

Ma in una cosa la classe dirigente di Milano eccelle veramente: girare la frittata, raccontare i fatti, invece di come sono realmente, come fa più comodo a chi li racconta.

Ed è questo il caso delle ultime dichiarazioni della dirigenza Atm, che per sviare dal dato concreto degli stipendi ridicoli che offrono, addebita al carovita cittadino la colpa della scarsa adesione alla loro offerta.

Noi invece, a cui piace guardare i fatti per quello che sono, pubblichiamo qui di seguito il comunicato dei lavoratori Atm di Associazioni Lavoratori Cobas. 

Sarà mai che far sentire la voce di chi in Atm ci lavora, e che quindi conosce meglio di tutti di cosa si sta parlando, sarebbe il minimo che tutti (a partire dai media) dovrebbero fare?



ATM lancia un piano per “non” assumere

BASTA MENZOGNE DEMAGOGICHE

lavoro duro e bassi salari ecco la sola e unica causa

Milano, 19 maggio 2021

Parliamoci chiaro: il piano di assunzioni presentato da ATM è una farsa!
Il direttore Generale di ATM Giana lamenta la mancanza di candidati per le assunzioni di conducenti e operai addossando tutta la responsabilità al carovita. Vero, ma:

Un conducente di superficie viene assunto al parametro più basso della scala retributiva e guadagna circa 1.100€ al mese, nonostante la riconosciuta gravosità del lavoro, la professionalità, le pesanti responsabilità personali, la flessibilità dei turni che arrivano ad impegnare il lavoratore 14 ore al giorno, il lavoro domenicale, festivo e notturno. Nel nostro ambiente perfino le ferie non sono un diritto, ma una “concessione” del direttore di turno.

ATM sta assumendo conducenti esclusivamente con contratto a termine e part-time (a circa il 66%), soprattutto verticale. Quindi il salario medio si abbassa a meno di 800€ al mese.
Con queste cifre, sfidiamo Giana a sopravvivere in qualsiasi città, figuriamoci nella città più cara d’Italia.

Non è da oggi che ATM fatica a trovare conducenti, anzi da qualche anno aumentano i lavoratori neo assunti che dall’ATM si licenziano (soprattutto chi proviene da altre Città) proprio perché non arrivano alla seconda settimana del mese. C’è chi per farlo si sobbarca decine e decine di ore di straordinario mettendo a rischio la propria salute e la sicurezza di tutti.

Pur di non parlare di bassi salari Giana nasconde le proprie responsabilità con la propaganda, spostando l’attenzione sulla carenza di welfare.

I Tranvieri milanesi hanno la produttività più alta rispetto ad altre aziende del settore (grazie anche ad accordi aziendali capestro siglati dai sindacati compiacenti). ATM ha la percentuale più alta d’Italia di recupero delle risorse (50%) derivanti dalla vendita dei titoli di viaggio. I Tranvieri in 12 anni hanno rinnovato solo 2 Contratti Nazionali e l’ultimo è scaduto da 3 anni e 5 mesi (31.12.2017).

Oltre che essere il DG, Giana è anche il Presidente di AGENS, l’Associazione Datoriale di riferimento di ATM, quindi i mancati rinnovi contrattuali sono una sua diretta responsabilità.

La verità vera è che ATM sta gradualmente diminuendo il personale di guida. I molti pensionamenti degli ultimi anni (tutto personale full-time) sono solo in parte sostituiti da personale part-time.

Dietro questa manovra mediatica si cela la volontà di ATM di aumentare l’orario di lavoro, anche abrogando gli accordi aziendali esistenti, per “esigenza di servizio”.

Solo una politica di forti aumenti salariali, riduzione della flessibilità e dell’orario di lavoro e l’abolizione dei salari d’ingresso (sottoscritti da Cgil, Cisl, Uil, Faisa e Ugl) potrà scongiurare l’aumento esponenziale della già drammatica carenza di personale, soprattutto di guida e ridare dignità ad una professione tra le più utili della società.

Per quanto sopra chiediamo ufficialmente le immediate dimissioni di Giana!


Associazione Lavoratori COBAS
Via degli Apuli, 2 - 20147 Milano
02 45499507 – fax 02 45493869 alcobasatm@vodafone.it
face book: AL-Cobas ATM Milano


Milano, 20.5.21


Covid19 - Riduzione mezzi forse non è una genialata...

In questo surreale tempo dominato dalla pandemia del Covid19 sono tante le cose che non funzionano o funzionano male (tipo accorgersi che aver tagliato la sanità pubblica a favore del mercato privato ha ora delle conseguenze drammatiche).
Da parte nostra vorremmo farne notare uno di questi provvedimenti, che non condividiamo, legato al tema del quale ci occupiamo, il trasporto pubblico.

Troviamo alquanto sbagliata la scelta di Atm e Comune di Milano di ridurre i mezzi pubblici in circolazione, aumentandone così l'affollamento, e al contempo chiedere alle persone di stare, giustamente, distanti fra di loro.

Ed è altrettanto assurda questa riduzione nel momento in cui non sono ancora state fatte chiudere tutte le produzioni non essenziali, costringendo molti lavoratori a recarsi al lavoro lo stesso e mettendoli in pericolo inutilmente, oltre che sul posto di lavoro, anche su i mezzi.

E tutto questo mentre i lavoratori Atm continuano a essere sprovvisti di dispositivi di protezione.

Pubblichiamo il comunicato stampa della Cub Trasporti, un sindacato di base dei tranvieri milanesi, che affronta questo argomento.








Milano, 16.3.20



ATAC privata? Vota NO!

REFERENDUM ATAC: VOTARE NO
per avviare la rivoluzione della mobilità urbana
di Marco Bersani

Appunti generali
Roma è una città sottofinanziata. Come ha dimostrato l'audit indipendente sul debito pubblico, aldilà di sprechi e ruberie, il bilancio della città ha un deficit strutturale, ovvero, per mantenere i servizi con le entrate attuali è costretta a produrre debito.
Questo si riversa sul trasporto pubblico, che è altrettanto sottofinanziato e che, per come si è sviluppata la città, non può che produrre debito ed essere erogato con modalità che producono diseconomia.
Atac è un'azienda indifendibile, ma ciò che è ancor più indifendibile è la politica urbanistica e della mobilità portata avanti da tutte le amministrazioni capitoline senza soluzione di continuità.
Roma è una città infinita, dispersa e abusiva, che ha permesso enormi profitti alla rendita fondiaria e immobiliare e ha scaricato tutti i costi dei servizi sulla collettività.

Il trasporto pubblico locale
Ed ecco i risultati sul trasporto pubblico locale, paragonati a quelli di una città come Milano:
Roma ha una superficie pari a 7 volte quella di Milano
Nonostante ciò:
Roma ha 58,8 km di metropolitana mentre Milano ne ha 98,8
Roma ha 31 km di tram mentre Milano ne ha 170
Roma è l'unica città europea e italiana nella quale il traporto su autobus è pari a più del doppio di quello, sommato, di metropolitana e tram.
Roma spende 260 euro/anno per residente mentre Milano ne spende 580.

Gli sprechi di Atac
A questi dati strutturali, si sono aggiunte le pessime gestioni portate avanti negli anni da una lobby politico-dirigenziale trasversale a tutte le amministrazioni che si sono succedute e che ha trasformato Atac nella migliore evidenza del meccanismo perverso della gestione di servizi pubblici attraverso Spa: scandali nelle forniture agli amici degli amici; la stamperia di biglietti falsi per finanziare i partiti (70 milioni/anno di perdite); l'assunzione di amici, parenti e trombati.
Un dato fra tutti: ATM Milano ha 9.400 dipendenti; di questi, vi è un'unità amministrativa ogni 25 unità operative (autisti, meccanici etc.); ATAC ha 12.000 dipendenti; di questi, vi è un'unità amministrativa ogni 5 unità operative!

Prima premessa ai discorsi sulla liberalizzazione
Il trasporto locale non nasce pubblico, bensì privato. Ed è per garantire un servizio universale che il sindaco Nathan indisse il 20 settembre 1909 un referendum cittadino, grazie al quale nacque il trasporto pubblico nella città di Roma. La liberalizzazione, più che a modernizzare, punta dunque a far arretrare di oltre un secolo la città.

Seconda premessa ai discorsi sulla liberalizzazione
Nessuna grande capitale europea ha mai messo in gara il servizio di traporto pubblico locale: basta fare un giro a Copenaghen, Berlino, Parigi, Vienna e Madrid per verificarlo. L'unica che lo ha fatto, Londra, ha da tempo deciso di tornare indietro.

Terza premessa ai discorsi sulla liberalizzazione
Poichè Atac produce debito per via dell'inefficienza strutturale della mobilità cittadina, la liberalizzazione altro non è che la scelta di dove posizionare la produzione di debito. Le problematiche di redditività che insistono sulla rete rimarrebbero inalterate e il rischio concreto sarebbe quello di una riduzione del servizio per la fasce sociali meno forti della città.

Quarta premessa ai discorsi sulla liberalizzazione
L'ingresso di un privato nella gestione di un servizio pubblico comporta la necessità che l'erogazione del servizio sia remunerativa, ovvero garantisca al privato un profitto.
Ma da dove può essere ricavato il profitto nella gestione del tpl? Solo da quattro fattori: a) la diminuzione del costo del lavoro; b) la diminuzione della qualità del servizio; c) la diminuzione delle manutenzioni; d) l'aumento del biglietto.
Sono tutti fattori contrari all'interesse generale e direttamente verificabili in ogni privatizzazione avvenuta.

La liberalizzazione è già in campo
La liberalizzazione esiste già, sia perchè Atac Spa è un'azienda di diritto privato, sia perchè il 20% del trasporto pubblico di Roma è dal 2000 gestito da Roma Tpl, società privata.
Uno sguardo intellettualmente onesto su quest'ultima gestione rivelerebbe quanto sinora affermato: Roma Tpl offre un servizio disastroso agli utenti, mentre paga molto meno e con ritardi di mesi i lavoratori. Tutto questo, mentre il costo chilometrico riconosciuto è di 40 centensimi in più rispetto a quello riconosciuto ad Atac (40 centesimi a km x 30 milioni di chilometri/anno x 18 anni portano alla cifra di oltre 200 milioni).
Mentre per quanto riguarda il mitizzato controllo pubblico, il contratto di servizio prevede che il controllo sia autocertificato da Tpl stessa!

Oltre l'oggi
La mobilità urbana è uno dei temi dirimenti per la qualità della vita in una città come Roma. E la mobilità urbana ha bisogno di profonde trasformazioni, se non di vere e proprie rivoluzioni. La liberalizzazione e la gara, frapponendo un contratto commerciale privato fra ente pubblico e gestore, cristallizzerebbe per anni il servizio allo status quo, impedendo i necessari cambiamenti.

Che fare dunque?

- Aprire un conflitto Comuni-Governo per allargare il Fondo Nazionale Trasporti

- Aprire un conflitto Roma Capitale-Governo per uscire dalla trappola del debito e aumentare i trasferimenti verso la città

- Chiudere il contratto con Roma Tpl e trasformare Atac in azienda speciale di diritto pubblico

- Finanziare il trasporto pubblico con massicci investimenti sulle infrastrutture (tram), mezzi, manutenzioni.

- Modificare radicalmente la politica del personale riducendo drasticamente i ruoli apicali e sostituendoli con assunzione di operativi (autisti e tecnici della manutenzione)

- Separare la gestione dell'azienda speciale Atac dalla commistione con la politica, attraverso la nomina del Consiglio di Amministrazione da parte di un ente terzo e l'istituzione di un Consiglio di Sorveglianza formato da lavoratori e utenti del trasporto pubblico

E naturalmente votare NO l'11 novembre

(articolo originale)


Milano, 7.11.18

Sciopero Atm 5 aprile - contro Fs che si mangia Atm

"...Mercoledì 5 aprile le organizzazioni sindacali FILT-CGIL, FIT-CISL, UILTRASPORTI, UGL, FAISA-CISAL, ORSA, SAMA-FAISA e CUB Trasporti hanno proclamato uno sciopero di 4 ore del personale del Gruppo ATM SpA.
L’agitazione in ATM è prevista dalle ore 8,45 alle ore 12,45"

Pubblichiamo le motivazioni dello sciopero:


04.04.17

Roma, tpl nel caos: il perché spiegato da un dipendente Atac

“Questa è la strategia standard per privatizzare. 
Togli i fondi, ti assicuri che le cose non funzionino, 
la gente si arrabbia e tu consegni al capitale privato”. 
(Noam Chomski)

Sullo stato del trasporto pubblico di Roma ci sarebbe tantissimo da dire, ma ultimamente sembrerebbe che tutta le responsabilità del "degrado" siano da attribuire solo ai lavoratori dell'Atac, l'azienda comunale dei trasporti.
Sara vero? A sentire i media pare di si, che non dipenda da corruzione e malgoverno della dirigenza di Atac ma dai lavoratori che ne sopportano le decisioni, senza peraltro non avere nessuna voce in capitolo.
Noi invece preferiamo sentire cosa dicono i diretti interessati.
Ecco come stanno le cose spiegate da un coraggioso autista di Atac.

Aggiornamento del 29.7.15: Christian Rosso, l'autore del video, è stato sospeso da Atac.



28.07.15

Expo Fa Male… a tutto e anche al trasporto pubblico

(ANSA) - MILANO, 7 FEB - I sessanta milioni per la società Expo che andranno a coprire le quote della Provincia arrivano dal fondo revoche opere. Il ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi, lo ha spiegato sottolineando che i fondi sono stati trovati dal progetto del tram fra Milano e Limbiate per ora rinviato. I sessanta milioni saranno destinati ad Expo ''per le ultime opere'' e saranno portati ''al prossimo Cipe. Credo - ha concluso il ministro - il 12 febbraio''.(ANSA).

Ecco, alla fine è arrivata la conferma di quello che comitati e utenti dell'ultima tranvia extraurbana di Milano temevano. Il Governo Del Fare (danni), per mano del suo ministro alla "Destrutturazione" dei Trasporti Pubblici Maurizio Lupi, è riuscito a peggiorare ancora un po' la precaria situazione della rete di mobilità pubblica, decretando, in pratica, la morte della storica Tranvia Milano Limbiate, e questo per andare a rimpinguare le cassa della sciagurata e già fallimentare grande opera Expo 2015 "Nutrire il pianeta" che la cronaca nera dei giornali ha già documentato quanto sia invischiata con la criminalità organizzata.
Grande opera che sta producendo solo debito pubblico, colate di cemento e ulteriore precarietà per il mondo del lavoro (per Expo si inaugura perfino il lavoro gratuito!).
E se il tema "Nutrire il pianeta" suona come una nobile causa risulta quanto meno ridicolo che sia organizzato e rappresentato proprio da quegli stati e multinazionali che sono i responsabili primi di denutrizione e devastazione ambientale.

Data questa situazione forse pare naturale che i fondi vengano scippati da quelli già destinati per un opera invece utile, ecologica e strategica per tutta l'area metropolitana milanese come il Tram Milano-Limbiate

La notizia è solo di ieri, per adesso non aggiungiamo altro se non la nostra indignazione e intenzione di seguire puntualmente su queste pagine il seguito della vicenda.
Ora tutto dipenderà da come i comitati dei cittadini, gli utenti, la rete NoExpo, e le forze sociali vorranno rispondere e opporsi a questa sciagurata scelta.

Maurizio Lupi, ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti del governo Renzi.


08.02.15

Aggiornamento - Noi stiamo con Ilario e Valentino

Pubblichiamo (con vibrante soddisfazione) l'aggiornamento sul caso dei lavoratori intervistati dalla trasmissione rai Presa Diretta e in seguito sospesi per ritorsione dalla loro azienda e ora, grazie alla mobilitazione di tante persone, reintegrati.
Ancora una volta viene dimostrato che l'iniziativa collettiva e dal basso paga.

Dalla pagina facebook di Presa Diretta:

La battaglia di PresaDiretta e di Articolo21 #iostoconilarioevalentino si conclude oggi con una buona notizia: Ilario Ilari e Valentino Tomasone sono stati reintegrati dalla Trotta Bus Service dopo 58 giorni di sospensione dal lavoro.

Ilario e Valentino, due autisti romani intervistati da Riccardo Iacona nel corso della puntata di PRESADIRETTA del 21 settembre scorso, erano stati sospesi per aver dichiarato con poche semplici parole ciò che è sotto gli occhi di tutti gli utenti del trasporto pubblico della Capitale.
A seguito della loro sospensione Riccardo Iacona aveva lanciato sui social network l’hastag #iostoconilarioevalentino e l’associazione Articolo 21 aveva iniziato una raccolta firme a favore del loro reintegro, raggiungendo in brevissimo tempo oltre 60.000 adesioni. Le firme così raccolte erano poi state consegnate a Guido Improta, assessore alla mobilità del Comune di Roma. La stessa Commissione Mobilità Capitolina ne aveva chiesto il reintegro con una dichiarazione all’unanimità.
Siamo davvero felici che questa vicenda si chiuda con un lieto fine, anche se il reintegro arriva dopo quasi due mesi di grande ansia e preoccupazione per il futuro dei due lavoratori. In questi due mesi è stato necessario alzare la voce e combattere una vera e propria battaglia di civiltà in difesa della dignità del lavoro. Ilario e Valentino si sono arrampicati sul Colosseo, abbiamo raccolto decine di migliaia di firme, ne abbiamo parlato in televisione, abbiamo organizzato incontri pubblici.

Grazie a tutti coloro che sui social network si sono mobilitati per sostenere #iostoconilarioevalentino, l’esito di questa battaglia lo dobbiamo anche a loro.

22.11.14

Expo fa male - Anche al trasporto pubblico

Il mega evento Expo, oltre a causare danni alle casse pubbliche, all'ambiente, ai diritti del lavoro (con Expo si inaugura il lavoro non retribuito) e alla giustizia (quante imprese che lavorano al cantiere sono state indagate per mafia?), riesce a causare danni anche al trasporto pubblico.

Conferma di questi giorni che la riqualificazione della linea tranviaria Milano-Limbiate rischia di vedersi scippare a favore di Expo, anche grazie alle lungaggini degli enti locali, i fondi già stanziati per la sua realizzazione. 
Mentre, fra le tante assurdità, si spendono 100 milioni per costruire l'inutilissimo canaletto di scolo del laghetto di Expo devastando 4 parchi cittadini, si "grattano" i fondi già stanziati per una infrastruttura col compito di portare migliaia di persone da e per la città in modo pulito ed ecologico.
Sull'altare del profitto di pochi (per chi non lo sapesse Expo è una società privata) viene sacrificata un'opera davvero utile e di cui c'è concreta necessità.


----
Articolo tratto da Il Giorno: 

Milano-Limbiate, i fondi del tram nel mirino di Expo

Milano, 8 novembre 2014

Sessanta milioni di euro, di cui Expo non può fare a meno. Servono «per lanciare le ultime gare», aveva precisato qualche giorno fa il commissario unico, Giuseppe Sala. È la quota che avrebbe dovuto coprire l’ormai rottamata Provincia di Milano e che ora verserà il governo. Come? Dirottando i fondi di un’infrastruttura ancora al palo. Il ministero dei Trasporti e Regione Lombardia hanno tempo fino a fine novembre per decidere. Non oltre, avverte Expo. Gli enti stanno setacciando progetti e incartamenti per individuare la fonte da cui prelevare i soldi. E iniziano a circolare le prime voci. Come quella che vorrebbe sacrificata la metrotranvia Milano-Limbiate a favore di Expo.

L’infrastruttura risponde all’identikit tratteggiato dall’articolo 101 della legge di Stabilità 2014, che prevede che «al fine di garantire la tempestiva realizzazione delle opere Expo indispensabili per l’evento e per far fronte al mancato contributo in conto impianti dovuto dai soci inadempienti» (leggi: la Provincia di Milano) «sono revocati e rifinalizzati i finanziamenti statali relativi ad opere connesse all’evento» e mai partite. E senza i due milioni che avrebbero dovuto sborsare la Provincia di Monza e il Comune di Varedo, il potenziamento del tram Milano-Limbiate è a un binario morto. La trasformazione in metrotranvia è opera di cui si dibatte da anni. Il progetto riprende quota quando viene inserito tra le infrastrutture connesse (ma non necessarie) per Expo e si taglia il nastro della fermata Comasina della metropolitana 3. Costo dell’opera: cento milioni di euro. Il ministero dei Trasporti ne versa 60 tondi tondi. Proprio come la quota di cui oggi è a caccia. Tuttavia senza gli ultimi due milioni e un salvagente da Regione Lombardia, il progetto ritorna nel cassetto. «L’opera non si fa – conferma Franco De Angelis, assessore alle Infrastrutture di Palazzo Isimbardi –, è lettera morta. Io ho l’idea che ci sia una logica romana: le cantierabili vanno avanti, le altre no». La richiesta di usare quei fondi per l’Expo però non gli è arrivata: «Sono scelte romane».

C’è però un altro particolare che fa della Milano-Limbiate la candidata ideale per reperire i soldi di Expo. E cioè che già negli anni passati «sono venuti a chiedermi quei soldi per l’Esposizione – ricorda l’ex assessore provinciale ai Trasporti, Giovanni De Nicola –. Volevano anche quelli del nuovo tram Milano-Desio-Seregno, che invece è partito. In più così ai Comuni soci della Milano-Limbiate torna indietro un bel gruzzoletto. E chi ci rinuncia di questi tempi?».

(link all'articolo originale: http://www.ilgiorno.it/milano/tram-milano-limbiate-1.380783)
----



09.11.14


Noi stiamo con Ilario e Valentino

Pubblichiamo la dichiarazione del giornalista Riccardo Iacona della trasmissione "Presa diretta" in merito al gravissimo atto antisindacale e antidemocratico occorso a due dipendenti del Tpl romano intervistati dalla suddetta trasmissione.
A loro va la nostra completa solidarietà.

--
‪#‎iostoconilarioevalentino‬
La scorsa settimana abbiamo mandato in onda le interviste a due autisti della TPL di Roma, il consorzio di società che gestisce il 20 % del trasporto pubblico della Capitale. 

Pochi giorni dopo la società per la quale lavorano gli ha mandato le lettere di sospensione dal servizio, dove c’è scritto che il provvedimento è scattato proprio per aver parlato senza autorizzazione davanti alle nostre telecamere. 

I due autisti si chiamano Ilario Ilari e Valentino Tomasone. 
La loro storia ci riguarda tutti. 

Riguarda la dignità del lavoro e la libertà di ciascuno di noi. E meno male che c’è ancora l’articolo 18 che gli fa da scudo altrimenti questi lavoratori se la passerebbero veramente brutta. La loro storia ci insegna che prima di togliere un ultimo diritto in un paese senza diritti, conviene pensarci veramente bene. 

Con #iostoconilarioevalentino vogliamo quindi stare vicino a questi due lavoratori che cominciano una difficile battaglia, non lasciarli soli. 

A PresaDiretta avevano raccontato solo la verità e per questo li vogliono punire. 
Ne parlerò anche domenica prossima a inizio puntata.
Grazie Riccardo Iacona
--

Il link alla puntata di Presa Diretta sul trasporto pubblico:   Presa Diretta del 21/09/2014

Milano, 24.09.14