Il virus dell'inquinamento

Questo nostro sito, e la campagna che promuove, si batte da anni per una rivoluzione radicale della mobilità milanese, quanto mai necessaria, ma assolutamente realizzabile.

Per due ragioni importanti:

- La prima è il diritto a muoversi per tutti, in sicurezza ed in modo efficiente.
- La seconda è il grande impatto del settore dei trasporti sulla qualità dell'aria e di conseguenza sulla salute dei cittadini.

Non ci vuole un genio per capire che ciò che proponiamo ha un valore che viene prima di qualunque altra considerazione, ma sembrerebbe che la politica e l'economia non lo capiscano, oppure che lo capiscono ma, per interessi particolari, non vogliano praticarlo.

In questi giorni terribili, un virus sta stravolgendo le nostre vite.
Diversi studi scientifici segnalano una correlazione tra il livello di inquinamento atmosferico (in particolare, il PM10) e la diffusione dell’epidemia. Il particolato atmosferico fungerebbe da veicolo ulteriore per la penetrazione del virus nel nostro apparato respiratorio.

La nostra vita non può valere più degli interessi di qualcuno.
Milano e i suoi cittadini meritano qualcosa di meglio che non le politiche dei trasporti degli ultimi trent’anni.
Milano e il mondo devono cambiare per salvarsi.

Per parte nostra abbiamo cercato, con questo sito, di indicare alcuni provvedimenti che potrebbero in poco tempo migliorare il trasporto pubblico a Milano.
I nostri amministratori pubblici non danno grandi segni di avere compreso l’urgenza della questione e ciò che hanno attuato sinora è terribilmente al disotto del necessario.

Appena potremo tornare alla usuale socialità, bisognerà affrontare in modo risolutivo la questione.
O Milano e le città italiane cambiano paradigma e gerarchia dei valori sociali e ambientali, o non usciremo mai più dall'incubo che stiamo vivendo.

Nel frattempo, da casa, cerchiamo di diffondere coscienza fra più persone possibili.

MuoviTi
Milano, 19.3.20


Un altro contributo importante da leggere:
NON ANDRÀ TUTTO BENE
di Gian Luca Garetti, vicepresidente nazionale di Medicina Democratica e membro di ISDE (International Society of Doctors for the Environment).




Coronavirus, lo studio: “Smog e polveri sottili hanno accelerato la diffusione di Sars Cov2”

Anche l’inquinamento atmosferico che affligge in particolar modo la Pianura padana potrebbe avere dato un contributo alla diffusione di Sars Cov2. Una solida letteratura scientifica descrive il ruolo del particolato atmosferico quale efficace carrier, ovvero vettore di trasporto e diffusione per molti contaminanti chimici e biologici, inclusi i virus. Il particolato atmosferico, oltre ad essere un carrier, costituisce un substrato che può permettere al virus di rimanere nell’aria in condizioni vitali per un certo tempo, nell’ordine di ore o giorni. Il gruppo di ricercatori coinvolti nella ricerca ha esaminato i dati pubblicati sui siti delle Agenzie regionali per la protezione ambientale relativi a tutte le centraline di rilevamento attive sul territorio nazionale, registrando il numero di episodi di superamento dei limiti di legge (50 microg/m3 di concentrazione media giornaliera) nelle province italiane.





Parallelamente, sono stati analizzati i casi di contagio da Covid 19 riportati sul sito della Protezione Civile. Si è evidenziata una relazione tra i superamenti dei limiti di legge delle concentrazioni di PM10 registrati nel periodo 10-29 febbraio e il numero di casi infetti aggiornati al 3 marzo (considerando un ritardo temporale intermedio relativo al periodo 10-29 febbraio di 14 giorni approssimativamente pari al tempo di incubazione del virus fino alla identificazione della infezione contratta). In Pianura padana si sono osservate le curve di espansione dell’infezione che hanno mostrato accelerazioni anomale, in evidente coincidenza, a distanza di 2 settimane, con le più elevate concentrazioni di particolato atmosferico, che hanno esercitato un’azione di boost, cioè di impulso alla diffusione virulenta dell’epidemia.




“Le alte concentrazioni di polveri registrate nel mese di febbraio in Pianura padana hanno prodotto un boost, un’accelerazione alla diffusione del Covid-19. L’effetto è più evidente in quelle province dove ci sono stati i primi focolai”, afferma Leonardo Setti dell’Università di Bologna. Come conferma Gianluigi de Gennaro, dell’Università di Bari: “Le polveri stanno veicolando il virus. Fanno da carrier. Più ce ne sono, più si creano autostrade per i contagi. Ridurre al minimo le emissioni e sperare in una meteorologia favorevole”.

Alessandro Miani, presidente della Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima), aggiunge: “L’impatto dell’uomo sull’ambiente sta producendo ricadute sanitarie a tutti i livelli. Questa dura prova che stiamo affrontando a livello globale deve essere di monito per una futura rinascita in chiave realmente sostenibile, per il bene dell’umanità e del pianeta. In attesa del consolidarsi di evidenze a favore dell’ipotesi presentata, in ogni caso la concentrazione di polveri sottili potrebbe essere considerata un possibile indicatore o ‘marker’ indiretto della virulenza dell’epidemia da Covid1 9″.
Coronavirus, le mappe della Nasa prima e dopo l’epidemia: enorme declino dei livelli di inquinamento
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Grazia Perrone, docente di Metodi di analisi chimiche della Statale di Milano, conclude: “Il position paper è frutto di un studio no-profit che vede insieme ricercatori ed esperti provenienti da diversi gruppi di ricerca italiani ed è indirizzato in particolar modo ai decisori”.

(link all'articolo originale de Il Fatto Quotidiano)